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Aspiranti poliziotti esclusi dopo aver superato il concorso: Salvini li reputa troppo vecchi

Sarebbero almeno 1.471, se non addirittura più di 4.000, (tutti italiani, è bene chiarirlo di questi tempi) gli aspiranti poliziotti che il Ministero dell’Interno ha deciso, da un momento all’altro, di escludere a priori dalla Polizia di Stato, cambiando le regole di un concorso già svolto. Sono quelli che hanno partecipato, nel 2017, al concorso pubblico come Allievi Agenti della Polizia di Stato e sono risultato idonei. Tuttavia non sono riusciti a rientrare nella prima assunzione, ma avrebbero dovuto essere richiamati nelle successive. Avrebbero dovuto, se Matteo Salvini e il suo entourage non avessero deciso di cambiare in corsa le regole per le assunzioni e rimandare costoro a casa.

Il concorso del 2017

Nel maggio del 2017 il Governo Gentiloni ha bandito un concorso pubblico per reclutare 1.148 allievi agenti della Polizia di Stato. Tra i vari requisiti, l’articolo 4 del bando specifica che possono partecipare al concorso (e quindi, nel caso, essere assunti) coloro che hanno la licenza media e un’età compresa fra i 18 e i 30 anni.

Si presentano in 72.000 circa e ben 54.000 circa risultano idonei, cioè raggiungono il punteggio di 6 che era considerato il minimo necessario per passare il concorso. Se, infatti, meno candidati dei 1.148 posti a concorso avessero raggiunto “la sufficienza” sarebbero state assunte meno persone. I posti, però, come detto, erano soltanto 1.148 e quindi gli altri candidati idonei vengono inseriti in una graduatoria, da cui il Ministero dovrebbe attingere per eventuali nuove assunzioni.

La legge Madia

La cosiddetta legge Madia, infatti, per ridurre i costi dei concorsi della Pubblica Amministrazione, stabilisce che gli idonei a un concorso pubblico entrano in una graduatoria e, per almeno tre anni, se quell’ente ha necessità di assumere altro personale deve scorrere quella graduatoria.

I nuovi requisiti

Nel gennaio del 2019 il Ministero dell’Interno, a guida Matteo Salvini, ha deciso di assumere altri e, stando alla legge, deve richiamare i primi classificati della graduatoria creata con i candidati risultati idonei al concorso del 2017. Ma Salvini non vuole che la “sua” polizia, quella di cui spesso sfoggia la divisa, abbia personale con più di 26 anni e non diplomato. E, quindi, in barba alle normative, cambia (in corsa) i requisiti per vincere il concorso del 2017: per essere assunti non bisogna avere più di 26 anni ed essere in possesso del diploma di scuola media superiore.

La protesta degli esclusi

Ovviamente, e anche giustamente (verrebbe da dire), gli esclusi stanno protestando, perché, pur avendo ottenuto punteggi superiori ad altri candidati, saranno superati in graduatoria da chi è risultato meno preparato a svolgere l’attività di poliziotto, in barba alla meritocrazia.

La loro protesta, però, non viene ascoltata dal Governo: il Ministro Salvini si è, infatti, trincerato dietro un “Se le mie strutture mi danno un consiglio, io mi fido delle mie strutture”.

I Sottosegretari in quota Movimento 5 Stelle (Carlo Sibilia o Luigi Gaetti), avevano promesso di provare a mediare con Salvini per fargli fare un passo indietro, ma poi si sono appiattiti sulla sua stessa posizione. E così, il Capo della Polizia, Franco Gabrielli, che già in passato ha mostrato fedeltà al Ministro Salvini, dopo aver risposto in modo paternalistico ma inconcludente a uno degli esclusi, è andato avanti e ha emesso il decreto che individua le persone da assumere coloro che siano in possesso dei nuovi requisiti anagrafici e di studio.

Gli esclusi dal concorso ovviamente ora faranno ricorso al TAR del Lazio, che – mentre una città come Napoli sta ancora aspettando i rinforzi promessi – potrebbe anche decidere di bloccare le assunzioni (a maggior ragione che potrebbero essere migliaia i ricorsi). Noi di CiSiamo.info sicuramente seguiremo gli sviluppi di questa assurda avvicenda.

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