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Formello, carro di Carnevale sui clandestini. Ma i buonisti non sanno scherzare

Roma, 4 mar – A Formello cittadina alle porte di Roma come in molte altre zone d’Italia si festeggiava ieri il Carnevale tra carri allegorici e maschere. Uno di questi carri però ha avuto l’“onore” di balzare alle cronache nazionali: rappresentava, infatti, un barcone in mezzo alle onde pieno di immigrati (naturalmente finti). Il carro era trasportato da un’automobile su cui erano affissi dei cartelli che richiamavano satiricamente le “richieste” uscite fuori dai centri di accoglienza negli anni da parte degli stranieri come “porti aperti”, “no pago affitto” (refrain reso celebre da Bello Figo), “vogliamo il wi-fi” et cetera. Questo “barcone” era guidato da una specie di sosia di Matteo Renzi e da numerose bandiere italiane.

Le reazioni indignate della sinistra

La presidente di Legambiente di Formello Maria Teresa Altorio commenta così l’iniziativa carnascialesca dei suoi concittadini: “Lo definirei ‘il carro della vergogna’. Ormai sta dilagando nel comune sentire l‘incitamento all’odio, alla paura e alla divisione“. Sull’accaduto è intervenuto anche Bruno Astorre, segretario del Pd per il Lazio: “Usare una festa popolare, di gioia, divertimento puro per irridere, offendere chi arriva in Italia dopo aver superato sacrifici incredibili e a rischio della vita è becero, e una vera istigazione al razzismo. Lo pseudo carro di carnevale di Formello non solo non fa sorridere, ma è uno schiaffo a tutti non solo agli immigrati. Il coinvolgimento di bambini aggrava una rappresentazione davvero disgustosa che ci porta indietro di decenni. Mi auguro che ci si renda conto dell’errore commesso e si trovi il modo per chiedere scusa non agli immigrati, ma al senso di civiltà e umanità che dovrebbe essere centrale per ognuno di noi”.

Il sindaco di Formello: “Accuse strumentali”

Gianfilippo Santi, sindaco di Formello, spezza invece una lancia a favore dei cittadini che hanno organizzato la goliardica parata: “Non era neppure un carro vero – sostiene il primo cittadino – Nessuno si è scandalizzato in piazza anzi tutti si sono divertiti. Chi solleva accuse di razzismo lo fa solo per attaccarmi politicamente perché dopo 25 anni ora c’è una giunta diversa non più di sinistra. Io sono un sindaco centrista di una lista civica”.
Santi ribadisce, quindi, l’intento umoristico della trovata che non avrebbe alcuna pretesa “razzista”: “È solo un’accusa strumentale. Anche lo scorso anno sono stato contestato per in carro sul Vesuvio e i napoletani. No, non penso di dover chiedere scusa a nessuno”.

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